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La costruzione della nuova ala

L'Umberto I e l'Europa

Territorio

L’Umberto I è un Centro di Servizi aperto alla comunità, che mira a rispondere in modo completo ai bisogni delle famiglie, interfacciandosi con altri servizi e soggetti del territorio in ambito sociale.

Da anni la struttura, principalmente tramite il servizio educativo e il servizio psicologico, si impegna nella ricerca e mantenimento di collaborazioni con altri soggetti attivi nel sociale, al fine di creare partnership efficaci. La finalità è quella di fare rete, fare sistema, per creare un legame solido con il territorio e la sua comunità.

Il lavoro di rete tra gli attori del sociale è un principio cardine, che permette di riunire soggetti diversi intorno a un percorso comune basato sui valori della solidarietà e con lo scopo di realizzare interventi che promuovano il benessere, la crescita e l’inclusione di diversi soggetti inseriti nel medesimo territorio.

Tra i diversi partner con i quali collaboriamo citiamo:

  • Servizi Sociali del Comune di Montebelluna - “Casa Roncato”
  • Scuola Materna “Il girotondo” di Caerano San Marco
  • Scuola primaria paritaria “Santa Maria Ausiliatrice” di Guarda di Montebelluna
  • Istituto Veronesi
  • Angeli con la coda
  • AIUCA
  • CATECHESI in collaborazione con le parrocchie.

 

PROGETTO L.IN.C.

Il progetto L.egami IN.clusiVI di C.omunità (L.IN.C.) è stato un progetto sovvenzionato dalla Regione Veneto in seno al finanziamento di iniziative e progetti a rilevanza regionale con l’intento di promuovere azioni per connettere le persone anziane nei loro contesti di vita, al fine di contrastare la solitudine.  

L.IN.C. ha avuto una durata di 15 mesi, da marzo 2019 a giugno 2020, si è sviluppato nella provincia di Treviso ed in partcicolare a Motebelluna, Conegliano e Treviso coinvolgendo il personale delle tre strutture Casa di riposo Umberto I, Casa Fenzi e ISRAA.

Il progetto è nato dal bisogno effettivo di dare risposta ad un fenomeno attuale quale quello della solitudine e dell’isolamento sociale degli anziani. La conzione di solitudine espone gli individui al rischio di provare un “dolore sociale” (social pain, Eisembreg) che ha delle ricadute neuropsicologiche, fisiche e sociali di cui abbiamo evidenza scientifica.

Considerando il trend di invecchiamento della popolazione ed i mutamenti degli assetti demografici ed economici in corso, tale fenomeno diverrà sempre più rilevante anche in relazione ai costi umani, sanitari ed economici a carico della collettività.

Partendo da questi presupposti, il progetto L.IN.C. non si è limitato alla teoria ed ha dunque affrontato tala sfida offrendo attività reali, interagendo con i nostri anziani e sul territtitorio, portando alla steusura anche di un manuale. Il manuale è testato sulla base del percorso svolto con 160 anziani di Treviso, Montebelluna e Conegliano e fornisce una risposta concreta generata dagli attori presenti nal territorio della Marca.

Grazie al finanziamento erogato dalla Regione Veneto, le professionalità sociosanitarie dei partner di progetto hanno saputo trasformare il patrimonio di conoscenza dell’invecchiamento in una occasione per vivere attivamente il tempo che l’età avanzata offre ancora.

Il personale dell’Umberto I non avrebbe potuto portare avanti tale esperienza senza la collaborazione del Comune di Montebelluna che ha aiutato a fare una ricognizione delle associazioni di volontariato territoriali che si occupano di anziani e del sociale. Un grazie in particolare va al centro frazionale “Il Castagno” S. Gaetano e S. Andrea per  aver accolto e ospitato le attività e per aver attivamente partecipato al progetto, oltre ai volontari dell’associazioni “Amici dell’Umberto I” e all’UTEM, Università della Terza Età di Montebelluna, per lo scambio di pareri e progettualità.

Locandina del progetto

Volontariato

Il Centro di Servizi Umberto I da sempre si avvale della preziosa collaborazione delle Associazioni di volontariato, che attraverso la presenza, disponibilità, motivazione dei singoli volontari, offrono ai residenti risposte di supporto, integrate con quelle garantite dall’Ente.

L’attività di volontariato è rivolta sia al singolo residente che a gruppi di residenti, e risponde ad esigenze sia specifiche che di carattere generale, quali il bisogno di integrazione, la relazione, la socializzazione, nonché mantenere un contatto proficuo con la realtà esterna.

 

L’Associazione Amici della Casa di Riposo di Montebelluna opera prevalentemente all’interno della struttura e svolge, in collaborazione e a supporto del servizio educativo ed altri servizi, attività volte alla tutela e al miglioramento della qualità di vita dell’anziano, tra le quali l’accompagnamento degli Ospiti alle diverse iniziative proposte: laboratori creativi, articoli per la stesura del giornalino, l’accompagnamento dei residenti alle uscite organizzate, la condivisione di momenti ricreativi e giochi comunitari.

 

L’Associazione AUSER di Montebelluna è presente nel promuovere attraverso iniziative ricreative momenti di festa a tema in collaborazione con il servizio educativo ed altri servizi, sostenendo concretamente la struttura e la sua comunità.

 

L’Associazione Volontari Ospedalieri onlus (A.V.O) è stata presente nella struttura come sostegno nelle pratiche assistenziali per i residenti, soprattutto nel momento dei pasti come aiuto pratico e relazionale.

 

I comitati Il Pozzo e La Contea promuovono costantemente iniziative anche finalizzate a raccogliere fondi per attivare migliorie sia di carattere materiale che relazionale.

 

Lions club e Rotary club di Montebelluna sono una presenza costante, e nella loro mission hanno attivato numerose iniziative a carattere culturale a favore della Casa di riposo.

 

Il Servizio civile, promosso in collaborazione con l’Associazione Comuni Marca Trevigiana, rappresenta un’occasione di crescita personale e di formazione in grado di arricchire il bagaglio esperienziale del giovane. Nel corso degli anni è stato possibile accogliere in Casa di riposo differenti tipologie di volontari in servizio civile e per molti di loro questa esperienza ha rappresentato un modo per programmare il futuro e comprendere quale strada intraprendere. Attraverso un progetto personalizzato, i giovani acquisiscono e maturano esperienze di notevole valenza sociale e relazionale, oltre a divenire risorsa per l’erogazione di servizi “a misura di anziano”.